Quattro ragazzi e quattro ragazze di un CFP hanno lasciato per una settimana le loro case per l’Oasi del Cervo e della Luna, la riserva del WWF di Monte Arcosu, in Sardegna, gestita da Fondazione Domus de Luna. Non una semplice gita scolastica: un’immersione totale nella natura, nella comunità e in se stessi, dormendo ogni sera in tenda al campo base — per molti di loro, la primissima volta.
Due giornate di trekking hanno scandito il ritmo del gruppo, tra fatica, salite e il piacere inatteso di arrivare in cima. Camminando i ragazzi hanno imparato a leggere il territorio come un libro aperto: le orme degli animali selvatici incise nel terreno, i reperti trovati lungo il cammino, la geologia che racconta milioni di anni in poche rocce. Ogni traccia diventava una domanda, ogni domanda una scoperta.
Ma è stata una passeggiata serale a lasciare il segno più profondo. Lontani dalle luci della città, i ragazzi hanno alzato lo sguardo e visto — per la prima volta in vita loro — un cielo davvero pieno di stelle. Un momento di silenzio che vale più di mille spiegazioni.
Una giornata è stata dedicata alla scoperta di Carbonia: il Museo dei Paleoambienti, la vecchia miniera e il museo archeologico hanno aperto una finestra su un’altra Sardegna, quella del lavoro, della fatica sotto terra, della storia scritta nella roccia e nel carbone. Un contrappunto necessario ai giorni immersi nella wilderness: capire che la natura, in questa terra, si intreccia da sempre con la storia delle persone.
Il volontariato con Domus de Luna
Il cuore pulsante della settimana è stata la giornata di volontariato con Domus de Luna. Alla Fattoria Molto Sociale i ragazzi hanno conosciuto cavalli e asinelli, imparando la cura paziente che richiede il rapporto con un animale. Nel pomeriggio, al centro Exmè di Pirri — nato in un ex mercato civico e oggi punto di riferimento per l’inclusione dei giovani del quartiere — si sono messi al servizio degli altri: hanno aiutato nella distribuzione della spesa a chi non può permettersela, e hanno giocato con i bambini per tenerli occupati mentre i genitori erano in fila. Un piccolo gesto, per molti un aiuto concreto.
Vedere questi adolescenti diventare per un giorno un punto di riferimento per bambini più piccoli è stata una delle lezioni più belle della settimana — impossibile da insegnare in un’aula.
A chiudere il cerchio, una giornata di mare a Nora: acqua cristallina, giochi in spiaggia, granite condivise sotto il sole. Dopo giorni di sentieri, fatica e servizio, il Mediterraneo sardo ha regalato al gruppo il momento di puro divertimento che ogni settimana intensa merita come congedo.
Quello che resta
Campeggio, trekking, volontariato, tante prime volte in una sola settimana, vissute tra difficoltà, paure, risate e infinite chiacchiere. Non tutto è stato facile — le gambe stanche, le paure della notte in tenda, i piccoli conflitti di gruppo — ma è proprio in quegli spazi scomodi che nasce l’apprendimento più autentico.
Otto ragazzi sono partiti come compagni di scuola. Sono tornati come un gruppo che ha condiviso fatica, meraviglia e generosità — e che porta a casa, insieme all’abbronzatura, qualcosa di molto più difficile da dare in un’aula.

